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SILHOUETTE - Se il lifting è minii (1 marzo 2011)

Ai primi cedimenti si può pensare a un intervento che, con piccole incisioni e un recupero rapido, restituisce freschezza al viso.
di Simonetta Barone
consulenza del dottor Maurizio Vignoli, specialista in Chirurgia Plastica

Un intervento cui sottoporsi ai primi segni evidenti di cedimento della pelle del viso. Un effetto naturale ottenuto con pochi scollamenti della pelle, pochi tagli, cicatrici corte e una degenza breve anche se di assoluto riposo. In anestesia locale e con costi accessibili. Queste sono le principali caratteristiche dei minilifting, operazioni di chirurgia plastica che da qualche anno hanno quasi del tutto sostituito il lifting classico.

Il lifting (anche nella sua versione mini) è l’unico intervento capace di risolvere gli inestetismi dovuti alla perdita di tono, cutanea e muscolare. “To lift” significa sollevare, e infatti l’operazione consente di tirare su ciò che, per la forza di gravità, tende a cadere verso il basso. Quanto dura? Come per un vestito, tutto dipende dal sarto, dalla stoffa e da come lo si mantiene.
Ecco più nel dettaglio di che cosa si tratta.

Quando sono indicati
Davanti a uno specchio. Le mani vicino alle orecchie. Se tirando leggermente verso dietro e verso l’alto ci si vede decisamente meglio, allora può essere arrivato il momento di sottoporsi a un minilifting. Si tratta infatti di una tipologia di intervento che va a risolvere una “caduta” dei tratti del viso dovuta a una perdita di tono della pelle o allo svuotamento del volto legato al dimagrimento. Per poter godere appieno dei vantaggi di questa operazione e dei risultati che può garantire, meglio non aspettare troppo.

Gli interventi
Con il minilifting si va a frammentare in tre quello che è l’intervento di lifting classico completo (vedi box). Esistono infatti tre tipologie di minilifting che prendono il nome dalla zona da trattare. Partendo dall’alto del viso ci sono: il minilifting frontale, il minilifting temporale e il minilifting cervico-facciale. Questo in teoria. Perché in pratica, con l’avvento del botulino, autorizzato anche per la parte alta del volto, si preferisce spesso ricorrere a qualche piccola iniezione per distendere le rughe della fronte piuttosto che sottoporsi a un lifting, anche se “mini”. E così il minilifting frontale non si fa quasi mai.

L’anestesia
Uno dei vantaggi di un intervento di chirurgia estetica come il minilifting è quello di poter essere eseguito in anestesia locale con sedazione. Oltre ad essere meno coinvolgente per l’organismo (che riceve una quantità inferiore di medicinali anestetizzanti), rende più rapido il decorso postoperatorio e abbrevia i tempi di degenza in clinica che in genere è soltanto di un giorno.

PER GUANCE E COLLO
Le correzioni più richieste sono quelle che ridisegnano il collo e sollevano le guance
Uno dei minilifting più richiesti è il cervico-facciale, che va a risolvere la perdita di tono della zona che comprende la guancia, il profilo inferiore del viso e il collo. Il chirurgo pratica un’incisione che parte davanti all’orecchio, scende verso il basso e gira dietro proseguendo tra i capelli, tanto quanto è necessario tendere la pelle del collo. Dall’incisione esegue uno scollamento modesto, poi afferra il piano sottocutaneo e muscolare e riposiziona, tirando il necessario verso dietro e verso l’alto. I tessuti sono fissati con speciali punti di suturo realizzati con materiali particolari (per esempio goretex) che con il passare del tempo vengono inglobati nella struttura senza alcun tipo di problemi. Il chirurgo passa a trattare il collo agendo sul muscolo platisma    per  ridisegnare l’angolo collo-mandibola. Anche in questo caso il muscolo viene ripiegato e fissato con punti di sutura interni. L’eventuale eccesso di cute viene eliminato. Si conclude l’intervento con i punti di sutura finali.

PER GLI ZIGONI E GLI OCCHI
Il minilifting temporale serve a dare più risalto agli zigomi, a “rinfrescare” la zona che si trova intorno agli occhi (perioculare) e a sollevare un po’ le sopracciglia. Prevede un’incisione dalla tempia all’orecchio. Da questa il chirurgo scolla per un breve tratto i tessuti e poi afferra tutto il piano sottocutaneo e muscolare, gli dà la giusta tensione e lo blocca in questa nuova posizione senza tagliare, ma soltanto con delle plicature e con speciali suture. Il chirurgo va poi a riposizionare la cute e, se necessario, taglia quella che risulta in eccesso. Nell’eseguire questo intervento il chirurgo deve muoversi con la massima precisione. La parte che si va a ritoccare è infatti quella del viso che più cattura lo sguardo: un’asimmetria pur minima, tra il lato destro e il sinistro può risultare molto evidente. Anche la sutura deve essere fatta ad arte: dovendola nascondere lungo l’attaccatura dei capelli l’attenzione del chirurgo dovrà essere quella di non creare una chiazza cicatriziale su cui non potrebbero ricrescere più i capelli.

DOPO L’OPERAZIONE
Con questa soluzione i tempi di degenza sono più brevi ma è indispensabile anche a casa osservare un rigoroso riposo.
La possibilità di sottoporsi all’intervento in anestesia locale, una modesta area di scollamento, incisioni di pochi centimetri: tutto questo fa sì che l’intervento di minilifting risulti poco traumatico e la permanenza in clinica sia breve.
Il post intervento non è doloroso, i gonfiori sono limitati, ma è fondamentale, almeno per i primi 4-5 giorni, stare molto ferme per evitare la formazione di piccoli ematomi e comunque per favorire la guarigione migliore. I costi per un minilifting possono variare a seconda del chirurgo che opera e dipendono dalla durata della degenza in clinica.
Generalmente si prevedono 4.000-5.000 euro di onorario chirurgico a cui vanno aggiunte le spese (clinica, sala operatoria ….) arrivando a un totale di 7.000-10.000 euro.

GLI INTERVENTI ACCESSORI
Per migliorare l’effetto finale che si può ottenere con un minilifting a volte il chirurgo può ritenere opportuno eseguire durante l’intervento stesso, un lipofilling “optional” capace di dare un po’ di volume e smussare qualche spigolosità. Dopo aver riposizionato le fasce muscolari e la cute, con un sottile ago-cannula preleva da una parte del corpo (per esempio fianchi o addome o glutei …) una piccola quantità di grasso.
Una volta centrifugato il grasso è pronto per essere posizionato e ridistribuito dove necessario, per esempio guance e zigomi.
Esistono poi altri interventi di medicina estetica utili per mantenere il più a lungo possibile il risultato ottenuto.
Rivitalizzazioni, filler e altri trattamenti nel tempo contribuiscono infatti a mantenere elastica, idratata e tonica la pelle.

IL LIFTING CLASSICO
Il lifting nella sua versione classica coinvolge tutto il viso. Si chiama fronto-temporo-cervico-facciale. Viene eseguito in anestesia generale.
Per distendere la fronte viene eseguita una incisione coronale sulla sommità del capo, appena dopo l’attaccatura dei capelli. Il taglio prosegue lungo le tempie: attraverso questo ingresso il chirurgo può sollevare gli zigomi, la parte finale delle sopracciglia e distendere tutta la zona del contorno occhi.
L’incisione continua davanti alle orecchie e gira sotto per continuare ancora per qualche centimetro dietro, nascosta tra i capelli. In questo modo il chirurgo può distendere le guance, ridefinire il perimetro mandibolare e ricreare l’angolo del collo restituendo la giusta tensione a muscoli e cute. Le fasce muscolari (smas e muscolo platisma) vengono riposizionate e fissate con suture particolari, mentre la pelle in eccesso viene eliminata. L’ampiezza degli scollamenti, la lunghezza delle incisioni e l’anestesia generale rendono questo intervento piuttosto impegnativo. Il viso tende a gonfiarsi e comunque è sempre necessaria una degenza in clinica di alcuni giorni. I costi vanno da 12.000 a 20.000 euro.

 

 

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