"Il campo di battaglia è incruento, ma sottilmente perfido: gli obiettivi sono i cedimenti del corpo, quello che natura ha regalato con avarizia o con abbondanza, i segni del tempo sul viso, piccole e grandi imperfezioni con le quali non si impara a convivere."
E i nemici da affrontare sono l'univoca aderenza agli stereotipi proposti dalla moda, dal cinema, dalla televisione , oscillazioni di gusto corporale che passano dall'androgino, allo spigoloso, al combattivo, al seducente. Ma anche dalla società, dove si media l'appartenenza e il successo con la manipolazione anagrafica.
Scegliere autonomamente di cambiare, migliorare e perfezionarsi è impegnativo: da una parte c'è l'azione e il desiderio legittimo di apparire al meglio, dall'altra il dubbio del risultato, di un intervento "pulp" che lasci esiti, cicatrici, insoddisfazioni.
Interpretare il verbo della "nuova chirurgia" non è certo sbandierare interventi da bacchetta magica, piuttosto affrontare la disciplina estetica con concretezza, come dimostra il lavoro svolto dal Dottor Maurizio Vignoli, chirurgo plastico a Bologna e Milano. Laureato nel 1978 con 110 e lode, ha nel suo iter professionale un'esperienza ospedaliera decennale presso l'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, dove si è occupato di ricostruzioni plastiche post-traumatiche. Il 1988, per Vignoli, è l'anno della svolta alla chirurgia squisitamente estetica destinata a chi, giorno dopo giorno, ricorre alla sua esperienza con il desiderio di stare meglio con se stessi, volersi più bene e migliorare i rapporti interpersonali.