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  • L’importanza del lavoro in équipe

    Abbiamo chiesto al dott. Vignoli di parlarci del suo lavoro di chirurgo estetico, di rispondere  ad alcune domande relative all’organizzazione dei suoi studi di Bologna e Milano e delle metodologie operative che vi si attuano.

     

    A parte la mia personale esperienza professionale, ormai più che ventennale, sono convinto che la medicina e la chirurgia estetiche non possano oggi essere praticate da un singolo operatore ma che ci debba essere la compartecipazione organizzata di diversi soggetti, con competenze differenziate; sono convinto che  sia necessario lavorare proponendo una équipe di professionisti che mettano a disposizione le loro singole competenze per dare un servizio sempre più completo in linea con le diverse esigenze dei vari pazienti che si rivolgono al nostro studio per cercare soluzioni ai problemi più svariati.

    D. Come è organizzata la vostra struttura?

    R. La nostra struttura si avvale  di due tipi di collaboratori:
    Collaboratori che operano all’interno della struttura stessa in modo continuativo. Così abbiamo, ad esempio, il dottor Ivan Gaja, che opera in qualità di aiuto-chirurgo, laserista e metodiche chirurgiche mini-invasive al viso; non solo si occupa della valutazione dei parametri cutanei, di terapie mediche dolci sia al viso che al corpo e di rivitalizzazione della pelle.
    Abbiamo poi figure di collaboratori esterni, noti professionisti che intervengono ogni qual volta ci sia una necessità o una richiesta nell’ambito delle specifiche competenze di ognuno.
    Per fare qualche esempio: collaborano con noi i dottori Stefano Lari, Franco Lanzi e Sandro Rosa in qualità di anestesisti; il professor Carlo Cavina, che mette a nostra disposizione la sua grandissima professionalità per i problemi della chirurgia plastica ricostruttiva; il prof. Alessandro Meluzzi, che dallo studio di Milano risponde alle domande che riguardano le problematiche etico-psicologiche della chirurgia estetica; la professoressa Gioia Sighinolfi, oculista, che valuta le eventuali patologie oculari in previsione di interventi di blefaroplastica.

    D. Come viene organizzato, dunque, il lavoro di questi professionisti all’interno della sua struttura?

    R. Quando un paziente si rivolge a me e mi presenta i suoi problemi, sono io che, durante la prima visita, faccio le valutazioni necessarie e, quando penso sia opportuno, propongo di utilizzare le competenze specifiche di ogni professionista

    D. Sono tutti reperibili nel suo studio?

    R. Come ho detto in precedenza il dottor Gaja è sempre presente in studio. Il prof. Cavina, invece, presta opera di consulenza solo su prenotazione. E’ la mia segreteria che è sempre a disposizione per organizzare tutti gli appuntamenti necessari.

    D. Perché queste forme di collaborazione?

    R. La chirurgia plastica può avere moltissime inter-relazioni con altre specialità mediche. Per fare qualche esempio la chirurgia generale, l’ecografia, la terapia riabilitativa, la medicina legale.Il mio studio sta creando una rete di professionisti e di professionalità, tutte di altissimo livello, per poter offrire una risposta sempre adeguata alle diverse esigenze dei pazienti e per rendere l’offerta sempre più mirata nell’ambito delle varie competenze.
    Per concludere, quello che mi sono proposto nel portare avanti l’attività della struttura della quale sono responsabile, è una valutazione del problema estetico nel modo più ampio. Essere quindi sempre in grado di proporre la soluzione più opportuna attraverso la consulenza di specialisti con il massimo livello professionale, che di caso in caso possono intervenire

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