Chirurgia e medicina estetica per la donna

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Scleroterapia

Scleroterapia

Consiste in microiniezioni in cui viene iniettato un farmaco sclerosante nei capillari da trattare. E’ principalmente indicata per la completa eliminazione delle piccole varici residue all’intervento chirurgico delle stesse, per la couperose, per le micro-varici e per i capillari.

Si tratta di una tecnica per mezzo della quale vengono chiusi i tratti venosi dove sono presenti varici oppure gruppi di capillari (teleangectasie) tramite l’iniezione all’interno dei vasi, in punti ben determinati, di una soluzione sclerosante che provoca una reazione infiammatoria locale e causa la cicatrizzazione del tratto varicoso e la “sparizione” dei capillari.

L’eliminazione di parte delle vene superficiali può danneggiare la circolazione venosa nel suo complesso?

Assolutamente no. La maggior parte del sangue venoso torna al cuore passando per il circolo profondo, quindi l’eliminazione di qualche vena o capillare superficiali non crea alcun problema. Quale è la composizione delle soluzioni sclerosanti? Si tratta di un argomento molto tecnico, comunque esistono più di dieci tipi di soluzioni sclerosanti; in quelle che hanno un uso più frequente, per esempio, sono presenti: alcool polidocanolico, glicerina cromata, sodio salicilato e sodio tetradecilsolfato in varie concentrazioni.

E’ possibile che l’iniezione in vena della soluzione sclerosante provochi un embolo o una flebite?

No, perché l’azione della soluzione sclerosante è limitata al punto in cui essa viene iniettata.

In quali zone si può effettuare la scleroterapia?

La scleroterapia è particolarmente indicata per la rimozione di capillari (teleangectasie), di piccole varici e di angiomi cutanei.

Che cosa fare prima dell’intervento di scleroterapia? 

Il paziente deve essere prima sottoposto ad esami del sangue ed in particolare della coagulazione, bisogna eseguire uno studio strumentale della circolazione venosa, come per la chirurgia e deve essere eseguito un piano operativo.

Quante sedute sono necessarie per eliminare capillari e varici?

Sarà il medico a deciderlo in base al quadro clinico e all’estensione della zona da trattare. Le prime sedute saranno necessarie allo specialista per valutare la risposta di ogni singolo paziente. Infatti, ogni situazione è diversa e quindi i dosaggi dello sclerosante potranno essere progressivamente crescenti.

A quale cadenza vengono eseguite le sedute di scleroterapia?

In generale le sedute sono a cadenza settimanale o quindicinale.

Ci sono controindicazioni alla scleroterapia?

Ci sono controindicazioni assolute: gravidanza, lungodegenza, episodi recenti di tromboflebite superficiale, di trombosi venosa profonda, diabete mellito scompensato, presenza di tumori maligni, malattie surrenali, alcune malattie renali e la tubercolosi e controindicazioni relative: epatiti virali, tossiche o da farmaci, cirrosi epatica, asma allergica e bronchiale, miocarditi ed endocarditi, discrasie ematiche.

In quale periodo dell’anno è preferibile eseguire la scleroterapia?

E’ meglio non sottoporsi a scleroterapia nei periodi molto caldi e comunque bisogna evitare che i raggi UV, colpendo le zone sclerosate, creino una pigmentazione della pella che sarà poi di difficile rimozione.

Per le donne esiste un periodo del ciclo in cui è preferibile effettuare la scleroterapia?

Alcuni specialisti sostengono che per le donne in età fertile sia preferibile intervenire nella prima metà del ciclo mestruale per avere risultati più duraturi nel tempo. Questo perché gli ormoni prodotti dopo l’ovulazione possono avere un’azione vaso dilatante.

Dopo l’intervento di scleroterapia è necessario applicare un bendaggio?

Sì. L’applicazione di un bendaggio elastico è fondamentale dopo la scleroterapia. Si possono usare anche calze elastiche terapeutiche di compressione.

Per quanto tempo si devono tenere il bendaggio o le calze elastiche?

Generalmente vengono rimossi dopo una settimana/quindici giorni.

Come è possibile ridurre al minimo la comparsa di ematomi post-sclerosi?

Il primo controllo, che viene effettuato dopo 7 giorni, serve ad eliminare i microtrombi che si possono essere formati all’interno della vena sclerosata, l’applicazione del bendaggio per i giorni successivi annulla in pratica la possibilità di comparsa degli ematomi.

Che cos’è il fenomeno del “matting”?

E’ il fenomeno per cui, dopo la scleroterapia, si assiste alla formazione di nuovi vasi in prossimità della zona trattata o addirittura nella stessa zona. Questo fenomeno ha una bassa rilevanza statistica, comunque significa che bisogna cambiare il tipo di soluzione sclerosante o la concentrazione della stessa.

Quali farmaci bisogna assumere dopo la scleroterapia?

Non ci sono prescrizioni particolari, anzi, per i primo due o tre giorni dopo l’intervento bisogna evitare di assumere farmaci tipo Aspirina e simili per non ridurre l’efficacia della soluzione sclerosante.

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